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Come nasce l’idea del Simposio Eclettico della Mobilità Autonoma?

Occupandomi di Sicurezza stradale da parecchi anni ho avuto modo di seguire quarant'anni di attività sviluppate dall’ONU, dall'Unione Europea, da diversi Governi, dalle amministrazioni capitoline, dai gestori delle strade e delle autostrade, per il raggiungimento dell'obiettivo “Vision Zero”. Nessun morto sulle strade entro il 2050 e la riduzione al 50% entro il 2020.

Siamo nel 2019 e l'obiettivo sembra ancora lontano considerando che negli ultimi due anni il trend che vedeva la riduzione costante di decessi e feriti gravi ha avuto una brusca frenata causando una controtendenza negativa.

Quali sono le cause che hanno interrotto un ventennio di successi e un drastico calo di decessi?

Abbiamo raggiunto un punto di saturazione dove anche le migliori iniziative e scelte politiche, come i Cinque Pilastri della sicurezza stradale, le migliaia di campagne educative, il continuo miglioramento delle tecnologie dei veicoli e delle infrastrutture, non hanno più effetto.

Ciò non vuol dire che questi strumenti non siano stati validi ma hanno esaurito il loro potenziale rendendo necessario cambiare strumenti e metodi, ed è proprio qui che entra in campo la più grande innovazione tecnologica nel settore dei trasporti dall’invenzione del motore a scoppio: la GUIDA AUTONOMA. Può sembrare una prospettiva quasi fantascientifica ma la guida automa, o senza conducente, è in realtà un futuro molto, ma molto, vicino. Molte delle nuove tecnologie riconducibili alla guida autonoma, infatti, già le troviamo su diversi modelli di veicoli ora in commercio, come la frenata di emergenza, il parcheggio autonomo, la tenuta in carreggiata.

D’altronde, fino a qualche anno fa il sistema di frenata ABS era riservato a modelli di alto fascia imponendo costi notevoli. Ora lo troviamo presente su tutte le automobili di serie.

Parlare oggi di guida autonoma significa offrire agli utenti una soluzione che non avevano considerato possibile nel corso della loro vita, eppure oggi è una realtà. Entro pochi anni vedremo le prime vetture a guida autonoma sulle nostre strade che, a loro volta, saranno sempre più adeguate tecnologicamente per essere in grado di interloquire con i veicoli e guidandoli nel traffico.

Certo, oggi questa prospettiva lascerà molti utenti increduli, sospettosi, timorosi, eppure dobbiamo essere pronti a questo futuro che toccherà presto anche le nostre vite.

Il futuro è dietro l’angolo, non lasciamoci cogliere impreparati.

Leonardo Annese

Esperto di sicurezza stradale - Ideatore e Direttore scientifico SEMA

l.annese63@gmail.com

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